形意拳

XING YI QUAN

Fondato da Ji Jike tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, lo xingyi, lo stile “della forma e dell’intenzione” è, insieme al taiji e al baguazhang la terza delle principali arti marziali interne cinesi.

Poco accattivante nelle forme, lo xing yi è uno stile difficile, il cui allenamento, durissimo e piuttosto ripetitivo in principio, porta a sviluppare una forza invincibile: l’attacco, sempre frontale, non si cura della possibile risposta dell’avversario, ma lo investe con la potenza del radicamento al suolo e dei suoi cinque pugni di base: pi quan (pugno che taglia), zhuan quan (pugno che perfora), heng quan (pugno trasversale), beng quan (pugno che distrugge), pao quan (pugno che esplode). Soltanto dopo essersi impadroniti di una posizione stabile, inamovibile in quiete, inarrestabile in movimento, si inizia a conoscere la parte interna dello stile: la potenza del pugno prescinde da quella muscolare, ma è veicolata da una serie di forze che da tutto il corpo si concentrano in un solo punto. Ciascun pugno corrisponde a uno dei cinque elementi della filosofia cinese e a uno dei cinque organi interni, e la successione dell’allenamento avviene secondo un ordine preciso, sulla base della successione degli elementi oppure dei loro rapporti di forza. Infine, lo xing yi allena la forza peculiare di 12 animali, di cui imita non tanto le movenze, quanto piuttosto il tipo di attacco, l’impeto, la ferocia (xiang xing quan).

La nostra scuola segue lo xingyi quan stile shang del Gran Maestro Li Hong, erede di seconda generazione (leggi qui), e figlio del celebre Li Wenbin. Sono allievi diretti del Maestro Li Hong il nostro maestro, Xu Zaixing, e Nicoletta Russello