八卦掌

BAGUA: ORIGINE E SIGNIFICATO

Bagua significa “otto trigrammi”. Ha origine nella più antica forma di divinazione cinese. Per trarre auspici, si impiegavano dei bastoncini, che, lasciati cadere casualmente, indicavano il principio positivo (inizialmente un piccolo cerchio, poi una linea lunga) o quello negativo (due cerchietti, in seguito una linea spezzata). Il principio positivo (yang) era legato al sole, quello negativo (yin) all’ombra, come quando i raggi illuminano il fianco di una montagna e quello opposto rimane oscuro: si tratta, evidentemente, della medesima concezione che sta alla base del taiji.

Ma l’opposizione caldo-freddo, sole-ombra, si arricchisce con il tempo di ulteriori gradazioni: ed ecco che alla singola linea che indica lo yin o lo yang, se ne aggiunge una seconda, che offre una visione più complessa e completa, espressa in quattro digrammi: due linee yang o yin sovrapposte indicano rispettivamente il principio positivo o negativo in sé, laddove la loro diversa combinazione mostra il passaggio dal posivo al negativo o viceversa (come il freddo può tendere a scaldarsi o il caldo a raffreddarsi). Con la successiva aggiunta di una linea, nascono gli otto trigrammi che compongono, appunto, il bagua e che vengono posti in relazione con otto tra elementi e fenomeni naturali:

qian indica il cielo, è simbolo di vigore e forza e rappresenta il padre; 坤kun è associato alla terra e ne esprime la tranquilla affidabilità, come una madre; 坎 kan è l’acqua, che erode il terreno e lo rende insidioso; 离li, il fuoco, è immagine di luminosità e bellezza; 震zhen corrisponde al tuono e al movimento; 巽xun è il vento e ne esprime la capacità di penetrare; 艮gen, la montagna, ferma il cammino e significa l’arresto; 兑dui, infine, la palude, è la felicità, ma in sé cela il pericolo.

Ognuno di questi simboli (a loro volta combinati a due a due in esagrammi nel Yi jing o Libro dei mutamenti) corrisponde dunque a un elemento naturale, a un’immagine, a un aspetto della realtà della natura e dell’uomo e racchiude in sé l’insegnamento che il saggio deve sapere trarre dall’osservazione della natura. A proposito di qian, per esempio, nel Libro dei mutamenti si dice che come il cielo instancabile si muove, così il saggio non deve riposare, ma procedere con vigore nella sua via di conoscenza e virtù. Per quanto riguarda kun, così come la terra sostiene su di sé tutto quanto vi abita, sicura ed affidabile, allo stesso modo il saggio deve tenere su di sé la propria virtù e non lasciarla cadere mai. E come il tuono (zhen) scuote la natura e la risveglia, così la parola del saggio deve risuonare nel mondo.

Gli otto trigrammi e gli otto elementi sono legati tra loro con di rapporti da affinità e di opposizione, in base ai principi dello yin e dello yang, cui essi, come si è visto, sono profondamente legati per origine: la terra e il cielo sono i limiti dell’uomo e ne fissano la sede; la montagna e le distese d’acqua lasciano passare il vento; il tuono e il vento compaiono insieme, pur rimanendo due fenomeni distinti; il fuoco e l’acqua insieme sono opposti, ma si attraggono.

Questa è la visione della natura trasmessa dagli antichi testi cinesi: una visione in cui l’opposizione tra gli elementi genera il movimento e la vita. E’ questo il dao, “la via”, che tutto comprende simbolicamente racchiudendo in un cerchio i due principi dello yin e dello yang e il loro mobile rapporto di complementarietà e di opposizione.

BAGUA ZHANG

Dong Haichuan (1797-1888) è il fondatore del bagua zhang, arte marziale che trae i suoi principi dal bagua. Originario della città di Wenanxian, nell’Hebei, studiò a lungo arti marziali (shaolin luo han quan)prima di elaborare una forma propria, che gli diede fama e gli permise di esercitare la sua arte a Pechino, alle dipendenze di un fratello dell’imperatore. La sua forma (in origine zhuan zhang), caratterizzata dal passo agilissimo in cerchio e su repentine rotazioni del corpo, è una delle arti marziali più importanti e rinomate in Cina, non soltanto per l’efficacia nella difesa e nell’attacco, ma anche per l’agilità e la forza che conferisce al corpo e per la complessità dei principi cui essa si ispira.

Tra i discepoli di Dong Haichuan, i più celebri sono Yin Fu (1840-1909) e Chen Tinghua (1848-1900). Da loro derivano ledue scuole più celebri del bagua zhang: Il primo è l’iniziatore della long xing (“forma del drago”), ilsecondo della you shen, in cui il corpo si muove con fluida agilità, quasi si muovesse nell’acqua. E’ quest’ultima la forma che il M° Xu Zaixing insegna, e di questa si parlerà nei paragrafi successivi. Il Maestro ha allenato a lungo anche lo stile, raro pure in Cina, di Liu Fengchun, l’ottavo degli allievi di Dong Haichuan.

L’apprendimento del bagua zhang è lungo e faticoso. Uno studio costante e intenso per conseguire quelle che sono le caratteristiche autentiche della forma: il corpo agile, naturale, stabile e leggero insieme; l’agilità prodigiosa che rende i movimenti simili alle spire del drago; la mano forte, con il pollice e l’indice aperto e le altre tre dita saldate insieme (anch’essa ispirata all’artiglio del drago); la velocità della scimma nel movimento della testa; la forza dell’aquila che si abbatte sulla preda. Nel combattimento, la forza del bagua zhang è prodigiosa. Chi è in possesso di questa tecnica, si sottrae all’attacco dell’avversario deviandone l’assalto ed aggredendolo da una direzione diversa da quella frontale, e dunque per lui inattesa, ma comoda per l’attaccante.

L’insegnamento in Cina è lungo e richiede una preparazione tecnica pregressa, generalmente ottenuta attraverso l’allenamento degli stili esterni. Le basi sono fornite dal tang bu (“il passo che guada il fiume”): una camminata circolare di otto passi, intorno a un cerchio del diametro della propria altezza. Solo dopo essersi impadroniti della tecnica del tang bu si passa all’insegnamento dei ba da shi (“le otto grandi forme”), in cui alla camminata in cerchio si associano movimenti delle mani e del busto, e poi dei ba da zhang (“gli otto grandi palmi”) e delle loro varianti (otto per  ogni forma, per un totale di 64), nell’allenamento in sequenza continua o già adeguato al ritmo del combattimento (bagua lianhuan zhang). Soltanto allora dalla forma si passa all’applicazione vera e propria e infine alle armi..